“ma allora sei un cretino come me!” b/w “far pace con justin vernon”
by Foca di Bisanzio
come tanti coetanei e anche non tanto coetanei, io sono una di quelle che crescendo ha guardato veramente molta tv. ora non più così molta. però ne ho guardata talmente che ci sono anche finita dentro. non nel senso delle testate nello schermo! nel senso delle ospitate da maurizio costanzo show (ehm)!
e adesso posso dirlo: non è vero che le telecamere ti mettono addosso quei cinque chili in più. no. te ne aggiungono un sacco di più.
ma divago.
dicevo. ho guardato talmente tanta tv da farla diventare il mio specchio riflesso. ci sono dei personaggi e delle storie che erano me e le mie storie, e no! non sto parlando di georgie! nemmeno di lady oscar, purtroppo.
penso a persone in carne e ossa che hanno espressioni come le mie, modi di pensare come i miei.
immagino che quando si passa molto tempo da soli, da ragazzini, sia quasi naturale. mi appassionavo alla voce di awanagana e al nome della rosa e a quincy. poi crescendo crescendo ho cominciato a staccarmi un po’ da quell’universo lì, continuando a provare un brividone quando mi riconoscevo in qualcosa che era solo dietro lo schermo.
per esempio, le reazioni facciali di ed chigliak di northern exposure/un medico tra gli orsi:
perché garantisco che quando sono sorpresa o finalmente capisco qualcosa ho quella espressione lì. proprio quella.
oggi poi mi è venuta spontanea ripeterla, ancora e ancora, man mano che leggevo che justin vernon/bon iver ha fondato un’etichetta discografica per chiamarla col cognome del divino stordito. si vede che anche a lui ed chigliak ha comunicato qualcosa.
così: caro vernone, se ti avessi a portata di mano ti spalmerei addosso un po’ di ayo ayo ipsenayo, o come diamine si scrive. ma in segno d’affetto, eh.


magari è il cognome del suo migliore amichetto delle elementari, magari è il nome del macellaro che gli vendeva i panini colla sugna all’asilo, ma che ne sai, che ne sai
l’ha detto il comunicato stampa che è Ed! (wait)
ah.
(ma soprattutto, di che film è quella locandina nella foto?)
ah, è Ordet? sono giegata. ho fatto tutto da sola, ciao.
RENDIMI EDOTTA (che non c’ho capito niente)
in realtà non trovo nessuna locandina che corrisponda ma secondo te non c’è scritto ORDET? è un film di dreyer che ho visto a 16 anni con [spoiler] una morta che risorge COLLA FORZA DELLA FEDE [/spoiler]
“Grandma Woody & Ed watch the movie “Ordet”, and discuss Bergman.” ( http://home.comcast.net/~mcnotes/34.html ) ò VINDO! :o)
ti dirò di più (sono andata a rivedere la scena), parlano di bergman non paragonandolo a dreyer ma PROPRIO COME FOSSE IL REGISTA DI ORDET, VERGONIA SCENEGGIATORI!! l’ho anche rivista un anno e mezzo fa, quella puntata, e non me ne sono accorta :/
ma quindi non è un problema di doppiaggio, è così anche in originale?
che ci entra il doppiaggio? nonocapito
eh, hai scritto “parlano di bergman” e subito ho pensato fosse un errore
dei doppiatori taliani.
“After the breakup of the band DeYarmond Edison, a relationship, and a bout with mononucleosis,[2] Vernon left Raleigh, North Carolina, and moved back to Wisconsin to spend the oncoming winter months at his father’s cabin in the state’s northwoods. According to Vernon, it was during this time that the “Bon Iver” moniker first entered his mind; while bedridden with mononucleosis, he began watching the television series Northern Exposure on DVD. One episode depicts a group of citizens in Alaska, where the show is set, emerging from their homes into the first snowfall of the winter and wishing one another a “bon hiver” (French for “good winter”). This was initially transcribed by Vernon as “boniverre”; however, when he learned of its proper French spelling, he elected not to use it, deciding “hiver” reminded him too much of “liver”, the site of his illness at the time.[3]”
se non lo sapevi, sallo
tish
sei il solito secchione