Archiviazioni mensili: Luglio 2009

una signora dall’aria feroce mi passa accanto mentre aspetto che scatti il verde pedonale, si ferma all’improvviso come in preda a un ripensamento e incolla il pollice su un citofono poco dietro di me. dal magico scatolino esce una voce trillante, chi èèèèè?
“sono la povera”
(i primi tre secondi pensavo fosse una battuta, lo giuro)
nossignora, oggi non abbiamo niente da darle
“ma nemmeno qualcosa da mangiare?”
nossignora, oggiggnente-
“ho capito, grazie”,
ed è scattato il verde.

- so this is goodbye di stina nordenstam
- single degli everything but the girl
- black dei pearl jam
- agosto dei perturbazione
- i lost you, but i found country music di ballboy (benché la nozione sia familiare nonché verissima)
- you were loved di hayden
- jesus’ blood never failed me yet
… chiusa parentesi dedicata al pathétisme.
e poi:
- wild boys (invece sono molto a favore dell’inclusione dei singoloni degli spandau ballet. forse anche di “through the barricades”).
- le cocorosie. come concetto, proprio
- in a gadda da vidda degli iron butterfly, dopo due minuti di “d, d, d-d, d-d’,d, d, d, d-d” voglio rotolarmi a terra e morire.
- dopo lunga osservazione del magico mondo dei fanmix, enjoy the silence fatta dai lacuna coil.
- come sopra con patate: my own worst enemy dei lit.
- lightning crashes dei live. evidentemente non sono pronta per il recupero musicale degli anni novanta. non se nel testo c’è la magica frase “her placenta falls to the floor” (in compenso: live ko, ma toad the wet sprocket okkk!)
- congratulations di cliff richard. forse posso estendere questa certezza all’intero suo back-catalogue.

e poi? suggeritemi nei commenti.

ps: una volta un gruppo di cinesi ha cantanto congratulations all’amico ex peloso, post seconda laurea. si sono pietosamente fermati prima di dichiarargli amore eterno.

- fino agli anni settanta, che mi ricordi io, per evitare doppi sensi si poteva dire soltanto “esponente del governo”…
- forse visti gli sviluppi sarebbe stato il caso di chiamarli “membri” fin da principio

(clicca per ingrandire un attimino)
grazie a minnie per la notevole scoperta, non tanto audio quanto iconografica.

più che i take that erano i bee gees. ma prima c’era lionel richie!

presto, prima che cambi idea: questo l’è il mi’ fotoblogghe. praticamente un flicche senza flicche. non so perché stia parlando come se fossi di pistoia, ma siate tolleranti, pliiis – mi danno della “signora” pure all’estero.

“siamo solo due navi che si incrociano nell’oceano: PEH! PEH!, e tutto è finito. e tu passi il resto della tua vita a ricordarti quel PEH! e tu stai appeso a un sogno di PEH! che poi non ritornerà più”

e conchiudendo:

01. history (joseph arthur); 02. love u long time (nina kinert); 03. lovers carvings (bibio); 04. once around the block (badly drawn boA); 05. summer wastin’ – belle + sebastian (ana egge); 06. this blackest purse (WHY?); 07. earthly bodies (j. tillman); 08. the park – feist (bon iver); 09. big decisions (trevor giuliani); 10. dance till the morning light (slow club); 11. lived in bars (cat power)

perché se non mettevo j.tillman da qualche parte mi venivano le crisi epilettiche.

per le lunghe attese in aeropuerto

01. asleep from day – chemical brothers remix (mazzy star); 02. like a clock (gareth dickson); 03. i wrote this song for the girl paris hilton (vincent gallo); 04. less than you think – wilcover (automatic pilot); 05. 120207 (alex hills); 06. tell (son lux) ; 07. deserter (matthew dear); 08. forgetting you is like breathing water (ben frost); 09. stumm (frank bretschneider) kein wort (hauschka); 10. rome shrugged (french teen idol); 11. nothing stays the same, nothing ever ends (last days); 12. careful what you wish for (we fell to earth); 13. he hit me and it felt like a kiss – the ronettes cover (grizzly bear)

il fustino del dixan è il mio strumento di elezione

01. you, you’re awesome (do make say think); 02. i’m on fire – springsteen, ovviamenji (coltrane motion); 03. kisses and interrogation – version b (judah johnson); 04. look at you now (ciccone); 05. he’s frank (the bpa + iggy pop); 06. breakfast by the mattress (kristofer ragnstam); 07. got nuffin (spoon); 08. fonz (eugene mcguinness); 09. cafe martinique (hotel); 10. she’s fantastic (sondre lerche); 11. make up (elefant); 12. sleep all day (the rural alberta advantage)

…so wipe the sleep from your eyes,
and i’ll wipe ‘em out of mine too
and if you try to hold on
then i’ll try to hold on to you.

“For many dieters, “the pursuit of thinness as a dream is a place holder,” said Deb Burgard, a clinical psychologist in Los Altos, Calif., specializing in eating disorders. “It gets in the way of asking, ‘What is it I am dreaming of?’ “

A dieter may think, “ ‘If I could just lose weight, all that will take care of itself,’ so they don’t invest in getting what they want,” she said. Instead, she said, “they invest in weight loss.”

n y t
“pass me the butter”

bonus: “edipo impazzisce e poi fa le bolle di sapone dalle orecchie”!

buonasera. qual è la prima cosa che vi ricordate in assoluto? vi va di raccontarmela? chi ha l’indirizzo e si sente ispirato può mandarmi una mailina. per tutti gli altri, lo spazio commenti.

mi diventa difficile far allineare nella mia mente la cover di “voices carry” fatta dai mgmt e questa professoressa di filosofia, qui.


queste, e altre foto delle quali mi sono scoperta pazzamente infatuata nel corso degli anni (giovanni ribisi con l’aeroplanino, nicholas hoult nei vicoletti, qualche singolo penultimo dei manic street preachers – non i singoli in sè, proprio le copertine), ho altresì scoperto stamattina essere tutte di valerie phillips. qui.

… vorrei conoscere quello che ha battezzato le zanzare tigre e mordergli via le gengive. non poteva chiamarle “zanzare agnellino”? “zanzare micetto”? pure “zanzare puzzola” sarebbe stato preferibile, al limite.

- “hang the dj, hang the dj” urlato a squarciagola sulla banchina della metro repubblica
- il bagno di martino a forte dei marmi
- una ragazza con la telecamera e il treppiede che scivolava inesorabilmente verso terra
- due fidanzati punkissimi che piangevano come agnellini
- la pioggia torrenziale cinquanta metri dietro di me
- sopra di me, il cielo stellato (proprio à la kant)
- le persone che mi hanno cambiato la vita, letteralmente, erano lì o in un seme che è stato piantato in un prato che adesso è pieno di condomini.
- jeff buckley, rannicchiato su una seggiolina delle scuole elementari, che si tiene le orecchie.
- ponte vecchio alle quattro del mattino.

io che non mi ricordo mai nulla, mi ricordo tutto.

se in libreria vi capitasse mai di imbattervi in una donnina dallo sguardo corrucciato che sbircia nemmeno tanto nascostamente quello che sfogliate dai banchi o state pensando di comprare, nessuna paura! non è la matta del vicoletto (TM)! sono solo io. lo faccio un po’ con tutti quelli che sento a pelle non spenderanno 16,50 euri per il nuovo federico moccia. così volevo scusarmi con la ragazza che oggi dentro mel bookstore si palleggiava da destra a sinistra “il giardino perduto” di helen humphreys. stava chiedendo lumi a una commessa che non sapeva dargliene.

scusa, collega lettrice. avrei voluto inserirmi nella conversazione e/o regalarti altri due o tre romanzi dello stesso genere. uno scenario modello pubblicità del sapone per la lavatrice se vuoi:
“e se ti piace questo, prendi anche questo, e questo, e quest’altro”

vorrei tanto non impicciarmi ma non ci riesco, è più forte di me. è che se comprate libri belli io poi mi sento in famiglia.

let me lie across your christened spine

press my bare leg to the mountainside

glorious our earthly bodies rise,
   
fall and rise



the wineskin and my eyes are dry
though the spirit and the truth abide

when you stir throughout the wakeless night,
   
stir and sigh



i am union

without joy i left without recourse

i had broached the giants who came before

and in a resurrected voice

i can conjure up a soundless void

and baby lay your head

where we begin and end

… e riverenza.

we’re all gonna die!

01. sleepyhead – passion pit cover (the mummers); 02. nothing to worry about (peter bjorn & john); 03. spare change (matt & kim); 04. when they fight they fight (generationals); 05. your beat kicks back like death – scout niblett cover (jens lekman); 06. iko iko (the dixie cups); 07. buy me lunch (c.r.a.c); 08. happy sad (gemma hayes); 09. it looks like love (josh rouse); 10. real gone kid (deacon blue)

dall’elenco delle ricerche che danno come risultato questo blogghe:

- “la parola amore non esiste”
- “la parola amore esiste”

allo stato attuale, è più realistico così. no?

il sogno segreto
dei corvi di orvieto
è mettere a morte
i corvi di orte

- toti scialoja

/me rovescia a terra la bustina bianca tipo salumiere sfighy ed è tutta contenta perché dentro c’è:

- “il bambino pesce” di lucìa puenzo
- un paio di wayfarer tarocchi bianchi perché chloe sevigny è la mia thinspiration (no, non davvero)
- il dvd di “3 donne” di robert altman
- una pagnottella di farina di segale
- una t shirt verde

mi sento molto meglio. ma forse sarà stato il pollo coi peperoni.

amo kekkoz!

(il demiurgo mi è testimone che stavo pensando a questo film ieri notte)

no, io la scuola tradizionale mai. ai miei figli, tutt’al più, il metodo suzuki! e poi voglio che facciano esperienze! viaggino! vedano il mondo! li tratterò da subito come adulti, e non sarà mai come è stato per me! con questi insegnanti rigidi! che non ti capiscono! che non ti vedono veramente! no, la scuola tradizionale MAI!

(18 anni dopo fa la professoressa)