son due giorni che ci penso e che mi girano.
solo l’amare,
solo il conoscere conta,
non l’aver amato,
non l’aver conosciuto
- P.P.P.,
che poi mi fa tanto venire in mente quando enrico saccente, professore di scienze instancabile e sampdoriano di ferro in una sezione (la mia) che non lo apprezzava per un cazzo, diceva in classe
“oportet studuisse, non oportet studere”
(letteralmente)
ad ogni modo non sono d’accordo con nessuno dei due. pier paolo pasolini, che con enrico saccente condivideva – mi accorgo ora – statura e completi color topinskji, continuava dicendo
dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. l’anima non cresce più.
questo lo dici tu, pasolino del mio cuore. cresce eccome. cresce da tutte le parti. cresce come la pasta lievitata vicino a troppo calore, però a differenza di quella l’anima cresce anche nella memoria di quella temperatura, esce dai bordi della tiana, se ne va in giro, non sta ferma in un posto, va dando mazzate di cecati d’ammore a chi pure non se lo merita, proprio perché non è vero che non cresce più. cresce senza tutore, magari, si storzella e cerca il sole dove può, anche se è poco, anche se è malo. un malo sole non s’è mai sentito: invece c’è.
hai mai sentito dire del pollice verde selettivo? no. e di quello scordariello? nemmeno. e quindi?
è inutile che ti svoci, questa la vinco io.






