Archiviazioni mensili: Aprile 2009

(sz, nei commenti di spinoza)

volevo evitare di postare anche il generatore di cartelloni pd, ma davanti a questo non mi sono potuta esimere

… forse.
(ho anche rotto il contatore dell’ipod, sembra)

:..⢰

01. what’s it for (junior boys); 02. rockers (isolée); 03. heaven (unkle); 04. and it rained all night – burial remix (thom yorke); 05. out of sight (moderat); 06. concrete walls (fever ray); 07. robertaflack (flying lotus); 08. a complicated geometry (daedalus); 09. oblivion’s tide (the gentlemen losers); 10. you shins break my heart (hood); 11. 100 light years and running – son lux remix (sole and the skyrider band)

per la prima notte passata senza giacca (nella pancia del baleno arenato sull’appennino era tiepido)

- macchinettina digitale mia?
- zììì?
- “è tempo… di morire”
- …

people are like songs, it’s true
some seem dull at first but then they grow on you
me, I’m like ”can’t get you out of my head”
annoying at times, but I make you wanna dance
but you are the only one I’ve met who’s ”god only knows”
I liked you the first time I met you
and it grows and grows and grows

paul the wine guy
spinoza

ETA: più migliore

questa per me è l’epitome del romanticismo. e sì che si parla di lasciarsi in quanto “prevenire è meglio che curare”, eh. credo che andrei mandata in un campo di rieducazione sentimentale per questo e mille altri motivi, tra i quali:

- la mia idea di appuntamento ben riuscito? lanciarsi col paracadute, sfracellarsi al suolo e avere regalate dall’amore della propria vita (nulla mi convincerà del contrario, canon o no) un paio di gambe bioniche;
- trovo deliziosa l’idea di soffrire della maledizione o’ connell;
- altrettanto delizioso: farsi aiutare dal demonio per riavere l’amato bene;
- l’ho fatto e non me ne vergogno (non ancora, almeno): al cinema a vedere “se mi lasci ti cancello”. e non era un messaggio subliminale!
- “no, mio caro amore, io non vi ho mai amata” = EPIC WIN

(elenco aggiornabile a ogni attacco di insonnia)

“Ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, bloccato su una sedia a rotelle, imprigionato tra infinite difficoltà motorie e verbali, Charles Mingus fu invitato alla Casa Bianca per una memorabile giornata dedicata da Jimmy Carter al jazz. Tra le tante emozioni di quella giornata, ci fu un incontro con Gerry Mulligan che raccontò di una guaritrice messicana. Di fronte all’impotenza della medicina ufficiale, Charles e Sue Mingus si aggrapparono alla remota speranza di un miracolo a Cuernavaca. Il diario reale di quel soggiorno fu scandito da esaltazioni, delusioni, dolore, frustrazione, stanchezza, fino alla morte avvenuta il 5 gennaio 1979. Quel giorno, 56 balene si adagiarono sulle coste della California, lì dove Mingus era cresciuto 56 anni prima”

domenica alle 12 alla casa del jazz, roberto spadoni presenta il concerto “mingus, cuernavaca”.

:..<3

01. boat trip (tvärvägen); 02. in between days – the cure cover (get cape. wear cape. fly)*; 03. oh, it is love (hellogoodbye); 04. the knitting song (sophie madeleine); 05. heartstopper (emiliana torrini); 06. august moon (gregory and the hawk); 07. r (chat); 08. how fucking romantic (magnetic fields); 09. love is wet (pilooski); 10. inside the golden egg (el perro del mar); 11. satisfied (esser)

avevo un’oretta libera e ho pensato di invocare la bella stagione (a giudicare da quanto vedo accadere fuori dalla finestra non credo funzioni).

* credo di poter dire con il giusto orgoglio che lui l’ho conosciuto grazie a matteo maffucci degli zero assoluto.

qualcosa mi dice che sandro bondi non è un fonero.

et dans l’ambiance un peu crue
d’une ville en été
lentement m’éloigner
pour ne plus le croiser

“parler pour soi dans le langage d’autrui, pour l’autre dans son langage à soi”
-mikhail bakhtin

j’ai des secrets, quoi, juste comme chacun de nous. je les efface dans des autres langages. ils deviennes plutôt simples, ils deviennent tolérables. et puis, il suffit d’écouter une chanson pour les compliquer à nouveau.

(…)
però più tardi,
in un angolo nascosto
oltre il giardino
nella furia dei muschi
scorgi un orlo più chiaro
e ti ci accosti
come a una parete
di cristallo.
ma quel barbaglio
non puoi nemmeno più dirlo
un desiderio

- luigi trucillo

sei di nuovo qui. una botta improvvisa, di soppiatto, poi violenta. ero distratta. e le sorprese non mi piacciono. ma dopo mi siedo fra la malva – poco più bassa di me – i soffioni la borragine e guardo, soddisfatta. la testa contro un muro sbriciolato che mi punge nel cervello: pioverà e c’è vento che pizzica in faccia, ma sei tornata. ora mi accorgo quanto t’aspettavo. infilo un anello da niente intorno allo stelo di un papavero. è una promessa.

  • sono pinotizzata dalle coreografie. mi sembra “cre-pi ho chi minh! vi-va il cor-po dei ma-rines!”

    “i know everything about you: your father was a duck”

    - charlie winston

    charlie winston vive a bizzarrocity, non ha lo stesso cognome del più illustre fratello (…baxter), ha una sorella che si chiama vashti ma chiaramente non è quella lì, e offende il prossimo suo cercandoci tracce di volatili. dico “offende” perché papera lo dici a tua sorella. a vashti, insomma.

    a me gli uccelli non piacciono, li trovo stupidi, portatori di malattie infinite e a un grado di separazione dai sorci. però con le ali. che oltretutto il pensiero dei topi volanti è anche abbastanza terrorizzante, di suo.
    per di più trovo stupidi, in un raro impeto di antidiplomazia, chi li tiene – sorci o non sorci – in gabbia. senonché, a dimostrazione che i gusti anche in questo campo non possono essere che acquisiti, ormai c’è poca roba che mi esalti più del birdwatching. non è il gusto della scoperta, è che mi piacciono i nomi. come palleggiano sulla mia lingua prima di andarmi a canestro nella testa.

    il punto di osservazione è sempre lo stesso, spencolante da ponte milvio. loro diventano sempre più numerosi.

    la garzetta
    l’airone cenerino
    il germano reale
    la gallinella d’acqua
    il cormorano
    il fischione
    il moriglione – in partenza
    la marzaiola

    la mia preferita però è la moretta tabaccata. c’era del genio in chi l’ha classificata. amo linneo.

    un verdadero regreso al pasado.

    sono triste.
    ho bisogno di tirarmi su.
    quindi domani vado al cimitero degli inglesi!

    “i’ve always said politics is like the circus: the worst job is cleaning up after the elephants. we’re just beginning to find out how true that is”

    - james carville

    prova provata che denis lavant non recita: cammina, corre, balla e si fa investire dalle auto (e le polverizza)

    - l’hai letto il libro di mamma?
    - no, aspetto direttamente che esca il film

    (un figlio non meglio identificato di sergio castellitto e margaret mazzantini)