“i know everything about you: your father was a duck”
- charlie winston
charlie winston vive a bizzarrocity, non ha lo stesso cognome del più illustre fratello (…baxter), ha una sorella che si chiama vashti ma chiaramente non è quella lì, e offende il prossimo suo cercandoci tracce di volatili. dico “offende” perché papera lo dici a tua sorella. a vashti, insomma.
a me gli uccelli non piacciono, li trovo stupidi, portatori di malattie infinite e a un grado di separazione dai sorci. però con le ali. che oltretutto il pensiero dei topi volanti è anche abbastanza terrorizzante, di suo.
per di più trovo stupidi, in un raro impeto di antidiplomazia, chi li tiene – sorci o non sorci – in gabbia. senonché, a dimostrazione che i gusti anche in questo campo non possono essere che acquisiti, ormai c’è poca roba che mi esalti più del birdwatching. non è il gusto della scoperta, è che mi piacciono i nomi. come palleggiano sulla mia lingua prima di andarmi a canestro nella testa.
il punto di osservazione è sempre lo stesso, spencolante da ponte milvio. loro diventano sempre più numerosi.
la garzetta
l’airone cenerino
il germano reale
la gallinella d’acqua
il cormorano
il fischione
il moriglione – in partenza
la marzaiola
la mia preferita però è la moretta tabaccata. c’era del genio in chi l’ha classificata. amo linneo.