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Archiviazioni mensili: Febbraio 2009
ROFL!

“pessimism has rarely sounded so beautiful”.
don’t send me letters in bottles anymore
and don’t come a-knockin’ or darken my door
we’ve got a contract, devotion nevermore
we’re legally bonded, in richness and in poor
i signed the line that was dotted
i like to end what i started
i signed the line
and i realized a lotta lies
were written in letters
and bottles they tend to run aground
don’t give me platinum, to weigh down my wrist
i’ve got injunctions, so cease and desist
i’ve got a bottle, a ball, and a chain
you have the one thing of value that remains
i signed the line that was dotted
oh, i like to end what i started
there’s too much i need
i gotta plead insanity
so don’t give me platinum
it just weighs me down
i signed the line
and i realized a lotta lies
were written in letters
and bottles they tend to run aground
checché ne dicano i vecchietti sul loggione del muppets’ show, questa è communication parte seconda.
“how to work better: 1. do one thing at a time / 2. know the problem / 3. learn to listen / 4. learn to ask questions / 5. distinguish sense from nonsense / 6. accept change as inevitable / 7. admit mistakes / 8. say it simple / 9. be calm / 10. smile “
se al posto di “work” metto “live” il discorso fila comunque!
… ma quindi PD non voleva dire Prestigiose Donne?
pensa che bello fare il fonico a una conferenza stampa e avere brian eno, no dico brian eno che ti dice come correggere i livelli per non innervosire oltre i numerosi giornalisti in odor di sordità presenti. chissà se poi ai grammy c’è anche una categoria apposta per l’audio delle presentazioni prodiusd bai…
questa settimana come commento sonoro alla mia vita avrei pensato al tema drammatico di lady oscar. presente quale?

sarà, ma mi ricorda tanto le proiezioni dell’istituto piepoli. (e l’intenzione di pensare a cose lievi volò dalla finestra)
“i had this guy leave me a voicemail at work, so i called him at home and then he emailed me into my blackberry and so i texted to his cell and now you just have to go around checking all these different portals just to get rejected by seven different technologies… it’s exhausting”.
- questa canzone ha ventun’anni (e quando si disegna il world trade center mi vengono i brividi)
-una recensione che c’aveva già capito tutto
- io però sono più d’accordo con i primi due commenti
e, per finire:

la presente valga come recinzione del concerto di emiliana torrini all’auditorium parco della musica.
non mangiano se:
- i croccantini sono troppo sbriciolati
- i croccantini hanno troppe verdure
- i croccantini hanno troppo fegato
- i croccantini non sono più croccantini abbastanza dopo essere stati troppo all’aria
- i croccantini sono troppo grandi
- i croccantini sono troppo piccoli
- nell’umido c’è troppo riso e poca carne
- nell’umido c’è troppo pesce
- il contenuto della scatoletta non è abbastanza mescolato
- il contenuto della scatoletta non è abbastanza tiepido
- sbaglio la gerarchia nella consegna delle ciotole piene
- passo troppo vicino alle ciotole dopo averle già consegnate ai legittimi padroni
- è rimasto un fondo di pappa dal pasto precedente nelle ciotole
- le ciotole non sono posizionate esattamente come previsto dal manuale di utilizzo della coppia di gatti pazzi in dotazione
credo sia tutto.

my tongue is scaling the north face of your neck
and we’re glaring like warriors
but i’ve a feeling you won’t look at me that way
in the morning
’cause lately you seem less sure of this thing
you’re like bambi on ice
and there’s something in the flash of your arms
a certain longing -
l’orgasmatron, come ben noto a tutte le persone di mondo, è quella specie di rastrello (ehm) rotondo che si appoggia sul cranio e regala magnifiche sensazioni. non metto foto perché google lo fa sembrare una versione gigante di un qualche ragno esotico e ho pensato che abbinare nella mente di giasgheduno immagini di ragni zamputi e orgasmi… anche no.
comunque dopo lunga e meditata riflessione, ho concluso che sono orgasmatron anche questi:

un cofanetto di 17 cd di jacqueline du pré al prezzo di due. muoRo. c’è la qualunque.
le palline sfrizzoline di lush per la vasca da bagno.
certe voci di certe persone, alle volte basta anche al telefonino.
una fetta di pane con crema di pistacchio.
i video di d’angelo.
un bicchiere di chinotto neri.
mezza siringa di miorilassante per indurre una leggera* anestesia.
* alla faccia della leggerezza. è da ieri che dormo.
video di henrik öhberg, mi si dice fatto completamente con after effects. bélo.
per inciso leggendo il repertorio delle canzoni scritte da francis “eg” white in tanti anni di onorata carriera, vedo che da quando ci siamo persi di vista si è tenuto occupatissimo scrivendo “unemployed in the summertime” a emiliana torrini (con david bowie!?), anche se in effetti gliene ha scritte a decinaia. e poi “cosmic” a kylie monologue, “warwick avenue” a duffy, “why are you with me” a will young, “wonderful world” ma soprattutto “you give me something” a james morrison, “shiver” a natalie imbruglia…
a perdere dieci minuti nella lettura dei vincitori dei grammy dell’altra notte, a parte i cinque premi a plant + krauss (che con questi ultimi arriva a 26, dicansi ventisei premi ricevuti in carriera, e noi a malapena sappiamo che il cognome si scrive con due “s”) ce ne sono certi che trovo deliziosi per l’ironia che in qualche modo li tiene su.
per esempio il premio al packaging di “in rainbows” quando l’album è passato alla storia per le modalità di distribuzione – rivoluzionarie sebbene ormai uscite dalla discussione giornalin-tecnologica – che nella prima fase il packaging lo prevedevano a stento.
oppure l’ennesimo riconoscimento a rick rubin come produttore dell’anno mentre ancora riecheggia il suo “licenziamento” da “new line on the horizon” degli u2.
il grammy al remix dei justice per “electric feel” diventa addirittura inevitabile. chi c’era in categoria? stonebridge per ne-yo? motoblanco per mary j blige?! junkie xl?! e chi è deadmau5!? passiamo oltre.
il premio (anzi, i premi) ai daft punk invece sono quasi offensivi. tipo, “alive 2007″ sì e “homework” no? mavaacagher.
i grammofonini poi, non sono mai stati immuni al contagio dei media, e quindi far vincere il video di “pork and beans” è una strizzatina d’occhio alla modernité, fighezzité, pucciosité dei viral video. anche se qualcosa mi dice che proprio con questo premio hanno zompato lo squalo.
e infine la mia personale satisfaction, alla benny benassi, si infiamma nel considerare che quest’anno il grammy più inaspettato l’ha vinto lui:
il cui disco ho venduto alla cifra esorbitante di 8000 lire nell’anno di grazia 1998 perché mi servivano soldi. ed esattamente come tutti gli altri che ho venduto quel dì, ancora me ne pento.
(ADN Kronos) E’ stato arrestato negli Stati Uniti l’artista di strada di Los Angeles che aveva disegnato il poster con l’immagine di Barack Obama su sfondo bianco, rosso e blu e con la scritta ”Hope” (speranza), una delle idee vincenti della campagna elettorale. Secondo quanto rende noto il Los Angeles Times, Shepard Fairey, e’ stato fermato venerdi’ sera a Boston mentre si stava recando all’Institute of Contemporary Art della citta’ per l’inaugurazione della sua prima mostra personale, ”Supply and Demand”. Contro di lui sono stati spiccati due mandati lo scorso 24 gennaio per le sue attivita’ di ‘grafitaro’ in altrettanti siti in cui ha disegnato il suo personaggio Andre il gigante e la parola ”Obey” (obbedisci).
… “grafitaro”? “andre il gigante”? “la parola obey”?
è il bar dell’idroscalo nel mese di novembre
è una gita in torpedone con vendita di pentole
è un controviale buio invaso da rumene.
è una cosa da assoluto marciapiede.
oggi, non mi sento tanto bene
- francesca genti
“ogni sforzo per non farla morire: eluana potrebbe fare figli”
“una persona normale può stare 2-3 giorni senza mangiare. rivolgetevi a pannella che ne sa qualcosa”
“noi vogliamo tornare al testo base della costituzione”
è di nuovo quel momento dell’anno in cui rido deliziata ascoltando:
chapter one: we didn’t really get along
chapter two: i think i fell in love with you
you said you’d stand by me in the middle of chapter three
but you were up to your old tricks in chapters four, five and six (oo, oo!)
ma, davvero, come si fa a non volerlo sotterrare di bacetti?
è un pensierino annodato (ma in fondo è semplice). c’è una cosa che non racconto qui ed è quello che ho fatto mentre imparavo a fare meditazione. più che “quello che ho fatto”, quello che è successo in un posto dove non si può parlare per dieci giorni, ma dove la conversazione e il contatto con chi ti circonda sono comunque possibili e, anzi, ricchissimi. così il mio bagaglio, quando sono scesa dal monte di heidi peter e le caprette, si era appesantito di qualche numero di telefono in più. ce n’è uno che squilla più degli altri e l’ultima volta che è successo mi ha sorpresa ed emozionata essere la destinataria di una confidenza che dovrebbe essere indirizzata a persone che si conoscono da una vita, non a una con cui non hai parlato per dieci giorni della tua e poi hai salutato l’undicesimo. c’è che forse tolte tutte le maschere e i filtri e la gadgettistica ultimo grido si finisce a scegliersi come si fa con una verdura nella cassetta dell’ortofrutta, una cosa di secondi e poi si passa a pesare il sacchetto. più passa il tempo da quella telefonata e più sento tenerezza per una persona che conosco poco, ma che ha deciso di dare a me, di tutti, il nido con le sue uova da proteggere.
(vera conversazione fra colleghi, ieri)
- blocca tutto, il pezzo su saviano lo riprendiamo noi
- perché?
- ci sono troppi coccodrilli nelle pagine degli spettacoli…
- ah, vedo: dai morti al minacciato di morte, un grande miglioramento
- … non l’avevo mai vista in questi termini




