Archiviazioni mensili: Settembre 2008

conoscendo*mi*, perché non *mi* va più di andare ai concerti?

a) “la vecchiaia, brutta bestia” (cit.)
b) pessimismo e fastidio
c) pessimismo e fastidio all’idea di incontrare specifiche persone
d) nonno of the above (che strano nome per un nipote. ma è maschio o femmina?)

the same way you got them you got me too

e, dallo scrigno dei ricordi,

“no, because we screw boys like whores on tequila”? non ha prezzo.

ho una notizia buona e una cattiva. la buona: la collega che faceva tutti quei refusi che ripubblicavo in tutto il loro splendore quissù è stata liquidata. la cattiva: la collega che faceva tutti quei refusi che ripubblicavo in tutto il loro splendore quissù è stata liquidata.

voi capite. e io come faccio ora? triste sola e disperata senza LEI.
la nerista che scrive renitente invece di reticente non può darmi le stesse emozioni. 

oh, quando dico “liquidata” non pensate subito a cose cruente. semplicemente la giovine sventurata è stata sottoposta al supplizio della garrota colombiana. però con contratto a progetto.

*
**

(e questa è la prima e ultima volta che una citazione da melissa etheridge entrerà in collisione con la mia vita)

… pazzerella, that is. stamattina ho deciso svegliandomi che questo blog aveva bisogno di avere associato alla mia persona un bell’avatar. l’avatar è questo:

atto a celebrare la mia vera natura di party animal sotto le mirrorball di ogniddove (alla candido cannavò).
altresì informovi che ho pensionato temporaneamente il nickname bimba tzatziki per rispolverare omina bufa. la donna di prestigio invece abita stabilmente nella sezione del blogghe denominata “disco, very”.

arrivedorci.

ps. in tutto questo il mio giornale sta sempre andando a remengo, ma gli effetti del buddhismo agostano mi tengono su. e forse aiutano anche con la cellulite. olé.

an old cassette that you can’t rewind
*

“… millettrecentoquattro* giorni di me eddi teeeeeeeeh”

*fonte: fnsi.it

“ma dico io: se dovemo anna’ in siciglia e poi te sveji tutti i giorni a’e quattro der pomeriggio, ma allora tanto valeva rimane’ a casa e anna’ a ladispoli”

- avventora ar bare

sono giorni che occhieggio una copia della lettera d’amore. nel senso del libro di cathleen schine. passo accanto a una bancarella ed è lì. nella prima edizione adelphi color calze di nylon di un colore sbagliato. sgualcita e piegata per essere stata buttata in una borsa a prendere botte da agende filofax e portafogli ciccibombi. insomma non è messa bene. si salva – ai miei occhi – solo perché non ha pagine segnate con l’orecchietta sul bordo. la guardo ogni volta. non la compro mai. mai, ma in un’ occasione l’ho sfogliata e sapevo cosa cercare: ho fatto il pieno e sono ripartita. così mi chiedo se in effetti quel libro mi paia così memorabile, oggi, per meriti propri o solo perché mi ha fatto perdere la verginità da elizabeth bishop. da “casabianca”, nello specifico. che ingrata che sono, signora schine.

fandom secrets
FAIL. (e se non è un geography fail questo…)

vent’anni all’estero da minatore
oppure in galleria come editore
scudetti in mezzo, buon meridionale
se ammazzo in africa son coloniale
se ammazzo austriaci son patriota
canto da sempre non conosco nota

piaccio alle nordiche, specie svedesi
cambio governo quasi ogni sei mesi
sono cattolico per adozione
e l’hobby invece è la rivoluzione
mio figlio un giorno sarà calciatore
per il momento è in terza dalle suore

ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano
son stato il solo a perdere la mano
sia col tedesco che l’americano
ma se mi chiedi chi fu garibaldi
uno che nacque presto e morì tardi
ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano

siam tutti preti, navigatori
figli di ‘gnotta e grandi cantautori
mamma è una santa, le altre da bordello
se perde il napoli faccio un macello
se trovo un portafogli perchè è vecchio
tv a colori e pane dentro al secchio
siam diplomatici, laici, estremisti
frutteti-asmatici e poi femministi
di calcio tecnici, d’amor maestri
figli di parroci in gite campestri
del cruciverba siamo i pensatori
quattro infermieri, centosei dottori

ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano
son stato il solo a perdere la mano
anzi, il pallone con il coreano
son stato il solo a vincere la guerra
sia con la svizzera che l’inghilterra
ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano

da vivo sono un po’ menefreghista
da morto invece son nazionalista
specie se ho nomina da deputato
da giornalista a volte pensionato
ma la domenica problemi grossi
segna giordano, segna paolo rossi

ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano
son stato il primo a perdere la mano
sia col tedesco che l’americano
confesso, è vero, ma non è finita
prossima vittima è l’ora proibita
ma cosa guardi, cosa c’è di strano?
chi sono dici? beh, sono italiano

- stefano rosso, 1948-2008

“cassate la fistula plumbea, che sa di malattia!”

- il neosovrintendente umberto broccoli invita i colleghi a scrivere come magnano, almeno nelle pubblicazioni rivolte a un pubblico non specializzato

amo le ragazze del gay village, giuro che le amo. però perché abbiano pensato fosse giusto inviare ai media il certificato medico di giusy ferreri, dio solo lo sa.

* del foro italico.

non posso dirmi particolarmente appassionata di raffaella carrà. fatti salvi dei picchi mistici – a me stessa incomprensibili – che comprendono la fascinazione per certe sue mises e il canticchiamento autistico del “na na na na” da “furore”: sono sempre rimasta piuttosto distaccata davanti al suo mito. eppure il personaggio visto da vicino, o anche non da molto vicino, emette carisma. raffaella suda, e fa audience. arriva il truccatore, e il pubblico trattiene il respiro mentre le passa la pennellessa imbevuta di fondotinta sul nasino. avvenimenti epocali.

è che sono stata alla presentazione della nuova edizione di “carramba che fortuna”. stasera su rai uno. sì, di mercoledì. di sabato no, c’è pupo. capite mamma rai: la guerra (degli ascolti) è guerra. e quindi nessun giorno della settimana rimarrà sgombero di possibilità di sbancare l’audience. così, aridatece “carramba”. programma che, per inciso, se andrà bene avrà del miracoloso. perché a fronte di una raffa famosamente superstiziosa, comincia di giorno 17, in uno studio contornato di specchi (anche se “non sono proprio specchi veri veri”, dice lei), e con musica di sottofondo in attesa, prima che arrivasse madame, garantita da bel greatest hits dei pin floi. diciamo sei ore prima che venisse annunciata la morte di richard wright. se non è essere jettatori questo…

ma è tutto molto bello. per far vedere che a roma si lavora, che non è vero che si fatica solo nel nord-est, tutto l’incontro è costellato di sbeng sbeng e tung tung dei carpentieri, muratori, elettricisti che finiscono platealmente di allestire il palcoscenico. anche le signore che garantiscono la perfetta lucentezza degli specchi pronti a rompersi per equivalenti mille anni di sventure si sentono obbligate a passare i moci e i panni antistatici facendo bordello. purtroppo nessuno fa notare che l’effetto finale è quello del borbonico “facite ammuina”.

madame è bella come una stella cometa (la battuta non la faccio, fatevela da soli), infatti emette radiazione luminosa, ed è seduta tra sergio japino e gianni boncompagni. sembra una natività by jeff koons. japino è affascinato (e lo dice) dalle suole dei suoi mocassini tod’s così come li vede riflessi nel pavimento (“una cosa straordinaria”). boncompagni poi alterna momenti di sordità a borbottii indistinti. si capisce solo qualche parola: “arcigay” “i boys” “sono gli ancelli di raffaella” “boni, e pure bravi” “alti minimo 1.86″ “arcigay” (di nuovo). ma boncompagni con l’età si è scoperto omosex e io non lo so? vi prego di aggiornarmi, perché su ’sti ex carramba boys insiste un pochettino troppo.

ma è tutto molto bello. soprattutto perché raffaella non la manda certo a dire. con un’eleganza suprema e senza mai nominare nessuno si arrabbia perché maria de filippi la copia, perché antonella clerici la copia, perché pippo baudo ha ciccato sanremo e quindi nessuno è al sicuro, perché vorrebbe condurre un talk show al posto di bruno vespa ma c’è già bruno vespa. in qualche modo è telepatia, capiamo tutti i nomi che non può dire, e subito. raffa c’ha i poteri.

ma è tutto meno bello quando in conclusione la domanda più assurda arriva dalla collega del quotidiano rumeno il cui nome non ricordo, e tutti sghignazzano. ride anche raffaella. la collega diventa rossa in viso. viva la rai.

(…) “Mentre la corte è riunita per deliberare sul rito abbreviato, Amanda inganna la lunga attesa canticchiando sottovoce brani della sua musicista preferita, la canadese Leslie Feist virtuosa del punk rock“.

- laura laurenzi, la repubblica, 17.09 pag. 23

i’m a lie detector, he’s no bullshit talker

l’ultima volta che ho scritto qui david foster wallace era ancora vivo. riflessioni.

dicesi irene gandy (celebre ufficessa stampa a bròduei).

(sean gallup/getty images)

il matrimonio di lorna
luckyred

un po’ la risoluzione dell’immagine che non era proprio al top, un po’ la leggendaria stampa in rotativa che aumenterebbe la sensazione di nebbia in val padana anche nel deserto del gobi, fatto sta che oggi a pagina XVII della cronaca di roma de la repubblica in due persone su tre abbiamo avuto per un attimo il sospetto che “io sono un autarchico” fosse un film hard.

“I thought a lot about what you look like when you think nobody’s looking at you, when you feel completely invisible,” Ms. Williams said of her character Wendy. “Your entire life happens inside because you don’t think anyone notices you. Which is very different from me. Not that I don’t have any inside life, but I feel watched, all the time.”

- michelle williams on the new york times

miiii ha detto mio cuggino che al concerto di madonna almeno una persona ha preso l’imodium pur di non andare al bagno e perdere il posto in prima filaaaaa!

- martedì 9 settembre, ore 17.30 – pozzuoli. sala congressi del complesso “il castello” – via montenuovo licola -patria, 9, ad arco felice. convegno: “la cozza dop dei campi flegrei: solo un sogno?”

- arturo parisi: “io come trotsky”. (…) “adesso che veltroni mi addita come ‘nemico del popolo’ solo perché ho espresso un dissenso dalla sua linea – aggiunge l’ex ministro della difesa – penso alle denunce di trotsky contro l’attacco alla democrazia nel partito perpetrato da stalin. pensando alla fine fatta fare a trotsky a colpi di piccone dagli stalinisti, se non fossimo nella farsa ci sarebbe da preoccuparsi” conclude parisi.

- d’alema: “le parole di parisi sono un po’ sgradevoli”.

- “fisica: le migliaia di moscerini che si spostano in un nugolo mantenendo sempre la stessa formazione potrebbero essere la chiave per capire altri sistemi complessi vicini all’uomo, come l’andamento della borsa. è il nuovo progetto che il fisico giorgio parisi, dell’università di roma la sapienza, si prepara a intraprendere”.

- “comiso, serpente di due metri in giardino, passanti lo uccidono”.

collaterali ce sarete: ecco i riconoscimenti che la mostra del cinema avrebbe dovuto consegnare (e probabilmente ha consegnato nascostamente) sabato notte:

– coppa evan rachel wood. viene assegnata all’attrice protagonista o non protagonista più torturata del concorso ufficiale.
a jennifer lawrence per “burning plains” di guillermo arriaga;
seconda classificata: evan rachel wood per “the wrestler” di darren aronofsky.

- premio “fa schifo, ma facciamo finta di no per aprire le pagine della cultura”.
a “the hurt locker” di kathryn bigelow.

- premio “bello! bellissimo! però era più bello il film precedente”
“ponyo on the cliff by the sea” di hayao miyazaki.

- targa “cicca cicca tiè” al film che tutti davano per vincente ma che se l’è presa in saccoccia:
pari merito a “rachel getting married” di jonathan demme e “la terra degli uomini rossi” di marco bechis.