è raro ma accade: l’aquaplaning pedonale è una realtà provata scientificamente. di solito, sulle mie giunture. sempre di solito, con l’ausilio dei meravigliosi sampietrini cavi made in korea che stanno sostituendo i serci cittadini. perché l’operazione avvenga correttamente, c’è bisogno della proverbiale mano che spinge la mentos nella bottiglia di coca cola: nel mio caso si tratta di un paio di scarpe marca clarks che per qualche motivo mi trovo ad indossare sempre quando inizia a piovere. come voi fashion victim di merda all’ascolto saprete, le clarks = suola piatta. hence, l’aquaplaning pedonale. di solito scivolo un po’ come sul ghiaccio, mi produco in un triplo axel o in un doppio tollup con la stessa grazia di pippo di topolino (anche più o meno emettendo gli stessi suoni sconnessi e gutturali), provocando ilarità negli sconosciuti (sempre numerosissimi) astanti. nell’imbarazzo che invece di essere generale è solo mio personale, almeno riesco a non finire ruzzolando a terra. più raramente, ciò avviene con conseguenze fisiche degne di un bollettino di guerra di un calciatore pescato a caso dal nostro campionato maggiore.

quando avevo scritto la bozza di questo post era l’inizio del mese. in una settimana mi ero sfracellata due volte le rotule. la prima delle due, aquaplanando leggiadra sul taglio di un gradino di un bus atac nuova generazione (più nuovi i bus, più taglienti i gradini, ancora poco consumati dalle ciocie delle anziane de roma). è trascorso un bel pezzetto di tempo e la botta non si riassorbe. non solo l’obbligatorio ficozzo ha preso residenza stabile sopra la mia gamba, ma al di sotto di quello mi ritrovo con una fossetta. come quelle in faccia, solo sulla gamba. insomma, un buco. al tatto è dolente. secondo voi quando vado dall’angiologo mercoledì mi taglierà l’arto? dov’è dottor house quando serve? e perché invece di camminare pattino? posso inventarmi una class action (però da sola) contro l’atac? e contro i sampietrini del comune di roma? ah, quante domande.

2 Commenti

  1. Ho visualizzato la scena e ho rischiato il soffocamento per risata.Guarda che organizzano corsi di guida sicura per queste cose, veramente. Viene Andrea de Adamich e ti insegna a prendere il tram con eleganza e disinvoltura.

  2. casco allacciato e… luci accese anche di giorno!

    detto questo, caro ex peloso, non ti bullare di me. potresti indossare delle clarks anche tu, un giorno di questi.


Pubblica un Commento

*
*