Archiviazioni mensili: Giugno 2008

“alla feltinelli di paizza dei martiri”

scoperchiato il vaso di pandora di hall & oates, il livello di godimento che ricavo (con inclusi occhi a cuoricino) dall’ascolto a cascata delle loro canzoncine mi segnala che è iniziata la mia crisi di mezza età.

you’re out of touch
i’m out of time
but i’m out of my head when you’re not around

(john oates’ mustache cartoon character will have it’s own personality?! a me sembravano già abbastanza cartoni senza ridisegnarli, eccetera)

avevo rimosso elaine caswell vestita da pippi calzelunghe, ma comunque.

in un meccanismo sicuramente degno di un’aggiunta postuma a protection dei massive attack e probabilmente degno di un approfondimento psichiatrico, ho ripreso a comprare libri per non lasciarli soli (i libri). pasolini, mesi fa, con levi – che poi ha fatto felice mio fratello figlio unico. oggi giornata decisamente fruttifera: sullo stesso banco un altro levi e due pavese. mi sento come dopo una buona azione ma senza capire precisamente il perché.

Si è svolta in Vaticano, organizzata dal Pon*ificio Consiglio delle Comuni*azioni S*ciali e dalla Fi*moteca Vaticana, la prima proiezione del film “Le crona*he di Nar*ia: il Pr*ncipe Ca*pian”, secondo episodio della fantastica serie basata sul ciclo di romanzi di C.S.Lewis, ambientato nel regno senza tempo di N*rnia. Il film è stato molto apprezzato dalla curia presente alla proiezione soprattutto per i valori positivi che contiene.
“Le cronache di Nar*ia: il P*incipe Caspi*n” sarà nelle sale italiane da giovedì 14 agosto distribuito da Wa*t Di*ney S*udios Mot*on Pict*res, Italia.

i know your girlfriend hates me!

e nel momento in cui di natale sbaglia il secondo rigore, qui fuori partono i fuochi d’artificio. giurin giurella.

“Mi sembrava di essere nella gag di Totò, quella in cui un signore schiaffeggia Totò chiamandolo  Pasquale e più lo schiaffeggia più Totò ride. Tanto che  quello gli chiede: ‘Ma come, più ti meno più ridi?’ E Totò  gli risponde: ‘E che sò Pasquale io?’. Veltroni è così: pensa che gli schiaffi che gli hanno dato gli elettori siano  sempre diretti al governo Prodi”.

- Arturo Parisi

è raro ma accade: l’aquaplaning pedonale è una realtà provata scientificamente. di solito, sulle mie giunture. sempre di solito, con l’ausilio dei meravigliosi sampietrini cavi made in korea che stanno sostituendo i serci cittadini. perché l’operazione avvenga correttamente, c’è bisogno della proverbiale mano che spinge la mentos nella bottiglia di coca cola: nel mio caso si tratta di un paio di scarpe marca clarks che per qualche motivo mi trovo ad indossare sempre quando inizia a piovere. come voi fashion victim di merda all’ascolto saprete, le clarks = suola piatta. hence, l’aquaplaning pedonale. di solito scivolo un po’ come sul ghiaccio, mi produco in un triplo axel o in un doppio tollup con la stessa grazia di pippo di topolino (anche più o meno emettendo gli stessi suoni sconnessi e gutturali), provocando ilarità negli sconosciuti (sempre numerosissimi) astanti. nell’imbarazzo che invece di essere generale è solo mio personale, almeno riesco a non finire ruzzolando a terra. più raramente, ciò avviene con conseguenze fisiche degne di un bollettino di guerra di un calciatore pescato a caso dal nostro campionato maggiore.

quando avevo scritto la bozza di questo post era l’inizio del mese. in una settimana mi ero sfracellata due volte le rotule. la prima delle due, aquaplanando leggiadra sul taglio di un gradino di un bus atac nuova generazione (più nuovi i bus, più taglienti i gradini, ancora poco consumati dalle ciocie delle anziane de roma). è trascorso un bel pezzetto di tempo e la botta non si riassorbe. non solo l’obbligatorio ficozzo ha preso residenza stabile sopra la mia gamba, ma al di sotto di quello mi ritrovo con una fossetta. come quelle in faccia, solo sulla gamba. insomma, un buco. al tatto è dolente. secondo voi quando vado dall’angiologo mercoledì mi taglierà l’arto? dov’è dottor house quando serve? e perché invece di camminare pattino? posso inventarmi una class action (però da sola) contro l’atac? e contro i sampietrini del comune di roma? ah, quante domande.

i didn’t know my mama
i didn’t know my papa
i didn’t know my grandma
i didn’t know my grandpa

ti piacerebbe andare a more con me
pungendoci i diti
ti piacerebbe?
e a castagne?
e a funghi?
e a ortiche?
sai che si mangiano le ortiche?
pungendoci i diti?
ti piacerebbe?

no, mi disse
no no, proprio non mi piacerebbe

per i diti? chiesi
no no, proprio non mi piacerebbe andarci con te

stai parlando a me?
sì sì, a te
non ti piaccio?
proprio che non m’interessi
ma le more?
le more sì, tu no
le castagne?
tu no, sì le castagne
e le ortiche?
le ortiche anche no, ma comunque non con te

a pesca?
no
a caccia?
no
sparare i topi alla discarica?
nonnò
alle giostre?
manco

mi trovi basso?
no, è che non ti cerco e quindi non ti trovo
hai un innamorato in altre lande?
sono singola
ti piace baciare le ragazze?
no, mi piace baciare i ragazzi

scusa ma cosa ci fai allora
dentro la mia poesia?

è un tuo problema
passavo di qui
mi c’hai messa dentro tu

scusa, mi son sbagliato
non ti preoccupare
vabè, buona passeggiata
grazie

un cinema?
fatti furbo
ochei
ciao
ciao

- guido catalano

(dopo un’altra arzigogolatissima domanda)
maria ida gaeta: “patrizia, che ne pensi tu di questo?”
patrizia cavalli: “di cosa?”

(dopo una arzigogolata domanda di un collega)
maria ida gaeta: “patrizia, vuoi rispondere tu su questa cosa?”
patrizia valduga: “no!”

stessa collega, un altro pezzo da passare. ormai abbiamo superato di slancio la fase di richiesta di correttore di bozza: siamo all’invocazione del t.s.o.

“il progetto è stato premiato con la targa tengo 2007″

c’è chi ha il crystal meth. io, più modestamente, ho i biscotti (sottomarca) con le palline di cioccolata.

davanti allo specchio s’accorgeva con inquietanza che anton chigurh era andato, ma al suo posto era arrivato sudando andrea pirlo.

… ho paura che quest’anno berrò l’amaro calice anche io:

ROMA, 15 GIU – Il mago Giucas Casella, la showgirl Heather Parisi e l’ex calciatore Antonio Cabrini sono tra i naufraghi dell’Isola dei Famosi. Gli altri sono l’attore Massimo Ciavarro, l’ex velina di Striscia la notizia Veridiana Mallman e la showgirl Belen Rodriguez. Tv Sorrisi e Canzoni anticipa, nel numero in edicola domani, una prima rosa dei concorrenti che parteciperanno alla sesta edizione del reality condotto da Simona Ventura. CIC15-GIU-08 17:37

(pezzo su bob sinclar, da passare)

“il dj che ha tratto il suo nome dai romanzi scritti da Jean Paul Belmondo nel film Le Maquifique”

little tornado
bane of the trailer park
lifting houses
to leave your mark

little tornado
noah can build his ark
but he will never
disembark

make it go faster
baby, go faster
make it go twice the speed
of you and me

little tornado
you and the hurricane
close your eyes and
go campaign

make it go faster
baby, go faster
make it go twice the speed
of you and me

oh no, no, we don’t
no, we don’t know

little tornado
blew out the window pane
left the inside
to the rain

make it go faster
baby, go faster
make it go twice the speed
of you and me

oh no, no, we don’t
no, we don’t know

- aimee mann

noone’s gonna find you down the discoooooo

… e tutti gli amici del comune di roma che hanno convogliato in una sola strada della lunghezza di metri cinquanta circa (via stoppani) le linee 926, 910, 217, 53, 52, 223, 19, 3 (forse ne ho perse un paio, ma il risultato non cambia) e ANCHE tutto il traffico privato di roma nord.

what liz said vs. iphone 3g: la verità per i comuni mortali (inquietante, sono d’accordo su tutto).

dopodomani la conferenza stampa per il passaggio di consegne alla guida di un poco artisticamente celebre festival. si cambia! il nuovo timoniere? un giovane virgulto di 87 anni.

non è tutta così esilarante la mostra “1908-2008 un secolo di donne”, al museo di roma in trastevere. però offre i suoi momenti di ridarella. e di riflessione. il tutto a un prezzo contenuto (3 euri, 1.50 ridotto), ma solo fino al 15 giugno. poi questo progetto durato poco più di un anno in venticinque scuole e per 1600 studenti (non solo fanciulle) verrà archiviato. insieme alle almeno altrettante cartoline compilate da ragazzine dai 13 ai 20 anni che erano chiamate a completare la frase “sono felice di essere donna perché…”. dopo che le prime cento o circa mi hanno mostrato un pattern ricorrente mi sono messa d’impegno a leggerle tutte, o almeno provarci. lì mi sono sentita davvero fuori posto. non so se per motivi personali o generazionali.

perché mi hanno lasciato un po’ così le famose giovani d’oggi, proprio quelle che in cortile ascoltavano sabrina impacciatore leggere versi di gaspara stampa, appanicata (impacciatore, non stampa: e vorrei ben vedere) da un pubblico di feroci adolescenti. adolescenti femmine invariabilmente in converse e pantaloni a sigaretta, ammanettate a borse extrasize che simulano quelle della socialite preferita senza però costare quanto un rene. la loro aspirazione è solo la maternità. così pare, almeno valutando il numero di risposte in questo campione molto significativo per quantità e fascia d’età rappresentata (se la statistica che ricordo dall’università non è un’opinione). così crescere per questo abbondante 75% non vuol dire imparare un po’ di più su se stesse, sul mondo. crescere implica avere fianchi larghi abbastanza da ospitare una vita. e la vita, la loro, non va oltre quei centosessanta caratteri di desiderio che somiglia tanto a “giochiamo che io ero la mamma e tu la figlia”. ma al posto della bambola cicciobello c’è una persona vera. “sono felice di essere donna perché posso portare in grembo un essere umano”; “…perché sarò mamma”; “…perché voglio tanti bambini”; “…perché potrò fare l’esperienza della maternità”. così via. variazioni sul tema. in seconda posizione vince l’approccio sex and the city: che a quest’età equivale a fare molto shopping coi soldi dei genitori. non c’è molto altro. non c’è politica, non c’è attenzione verso se stesse, non c’è spiritualità. non c’è ambizione professionale. qualche volta senso di rivalsa verso “i maschi”. di fronte ad alcune di queste cartoline c’è un illuminante collage che paragona l’ideale di donna pubblicitaria a quella da piazza e corteo degli anni settanta e ottanta. mi domando cosa avranno scritto nelle cartoline le ragazzine che hanno curato questo progetto.

g-g-g-go home, it’s over

je suis malheureuse! parce que
je suis conne
et que tout le monde est con
parce que j’ai raté ma vie
j’ai raté mon évolution spirituelle
je n’ai pas appartenu à un ordre initiatique
conne!
je suis passée à côté de l’amour,
l’amour
quand il s’est présenté à moi
avec sa mercedes rose bonbon
et sa poitrine nue et dorée
je l’ai laissé sur le bord de la route
et je suis montée dans une 2cv pourrie
où y’avait un chien qui puait
conne!
conne!
je n’ai pas respecté mon père et ma mère
y’a pas d’secret,
y’a pas d’mystère
j’ai négligé mes devoirs envers l’univers
au niveau du concret
je suis archi tache
je ne sais même pas jouer
de la guitare électrique
conne!
conne!
je ne sais même pas parler une langue étrangère
je n’ai pas fait un travail sur mon corps
et je suis incapable de passer l’aspirateur
parce que je suis conne!
parce que je suis conne!

- brigitte fontaine
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