joan as police woman - to be loved
(un po’ si fa per scherzare, un po’ ti fa voglia davvero di sentire picture perfect morning per tutta la vita)
joan as police woman - to be loved
(un po’ si fa per scherzare, un po’ ti fa voglia davvero di sentire picture perfect morning per tutta la vita)
niente, oggi canticchio fotoromanza con i punti di domanda tutti spostati da altre parti. questamore è una cameraagaas? nnno. è un palazzo che brucia in città? nemmanco. tutt’al più un eucalipto che si sradica e si addossa alle cucine dall’altra parte del cortile, e poi arriva una piattaforma aerea che ti pialla le cosiddette col suo rumore di zzzz, tzzzz, rrrrr, frushhh, e lo tira giù (l’eucalipto, non il palazzo) a colpi di motosega. questamore è una lama sottile? arifacce. però potrebbe essere (questamore) cercare le tracce dell’ultima volta che ho provato ad essere segretariale e previdente ricopiando i numeri degli amici dal cellulare alla rubrica e non viceversa. amore un c…!, diceva quella bambina. una penna diversa, di solito, e la calligrafia inclinata da una parte come una moto in piega perché magari andavo un poco di fretta: i segni eccoli. mi stupisco di aver ricalcato in nero nero sopra a un numero per non saperlo più, ma tanto me lo ricordo a memoria, e quindi tutto inutile. con qualche nome finito nelle seconde pagine della lettera d, o magari s, t, r, mi piacerebbe riprendere i contatti. vedi che avere il telefono rubato serve anche ad aumentare la socialità? nannini, molla il panino davanti alla tv e usciamo! ma anche l’asocialità, volendo, visto che smetto di pormi proprio il problema (allittero) di riaggiungermi certi numeri. mi domando, dove gianna niente affatto, dove mai avrò il morale, o la morale, perché non me ne dispiaccio nemmeno un po’. anche tu?