Archivi Giornalieri: Marzo 16th, 2008

a scrivere si fa così: si dorme un pochino
si resta in attesa con mani perfettamente vuote.
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mariangela gualtieri

mi sollevo dal letto, torno giù, rimbalzano le molle: ho dormito con la luce accesa e la serranda alzata, e ora si vede la nuova vicina che pulisce una parete perfettamente bianca intorno a un quadro perfettamente rosso e nero che sembra davvero mark rothko. e poi vedo il cielo corrugato, e dopo il telo di plastica che sbatte contro la parete d’angolo, ma niente bucato da proteggere. e ho la matita in mano, e ho angoli di carta, e scrivo, scrivo, scrivo senza capire se sono sveglia a no, senza tornare indietro, avere il tempo di pensarci su, di pensare che sto facendo gli stessi giochi d’immaginazione di quando avevo pochi anni e pochi pensieri, e che non tutti possono scrivere, anzi: solo due o tre dovrebbero. ma la matita corre, la nuvola lassù anche, e prima che sia sparita ne ho cinque. cinque che prima non c’erano. cinque che non c’erano mai state. e che ci devo fare, adesso, con tutte queste poesie?