“bella ‘zzi!”

non salutano né rowena né gianluca, ma si danno colpi sulle spalle e parlano solo fra loro, escluso uno che è come l’interprete giapponese della comitiva giapponese al ristorante non giapponese ed è incaricato di tenere i rapporti col mondo esterno.

sono vestiti di nero e sono i fratellini piccoli e obesi di pete wentz, questo credo almeno nelle intenzioni e a giudicare dal ciuffino ordinato e l’eyeliner. sono dentro il negozio, che di suo è già piccolo, e prendono prigionieri gli occupanti rimanendo sulla soglia e di fatto bloccando l’unica via di fuga perché sono a disagio, sono adolescenti e soprattutto sono maleducati - quindi non ce la fanno proprio ad arrivare fino alla cassa e a esternare i loro desideri in fatto di shopping. in compenso occhieggiano i volantini appoggiati accanto alla porta e scartano e toccano e commentano e s’incantano a colpi di ‘zzi e cioé (che non muore mai da almeno vent’anni) e bella e figa ed è una croce, di cartoncino bianco bordato nero, con una scritta e una data.

e succede una cosa tenera: equivocano. perché arrivano dal bacillario, perché sono bambini ciccioni senza cuRtura, e perché sono bambini ciccioni (l’ho già detto?) teenager. e si domandano cos’è, e cosa non è, e ne concludono che sarà una “serata gotica a uno de sti locali quattorno, mettono i dischi de marilyn manson, i placebo, forse i fall out boy. bella ‘zzi!”. invece era questo.

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