è morta la poesia davanti a un daruma sushi. il ragazzo molto trendy del negozio, con una scopa di saggina in una mano e un giornale arrotolato nell’altra (non vedo il nesso fra i due), stava cercando di schiacciare uno scarabeo rinoceronte. superando l’innato menefreghismo che mi guida mi sono lanciata in un balzello da cirque du soleil verso di lui, solo che invece di aggrapparmi alle sue mani e piroettare ho raccolto la bestiolina da terra e l’ho spostata in una di quelle fiorere dove il cittadino civilizzato si diverte a uccidere le piante grasse spegnendo le sigarette. mmm. morte per schiacciamento o per cancro ai polmoni? ma gli scarabei rinoceronti hanno i polmoni, poi?
il giovane con la camicia di taglio sartoriale ha strabuzzato gli occhi. ma forse aveva un problema di tiroide, ora che ci ripenso. “è un insetto a rischio estinzione”, ho spiegato sdegnata. “e se la memoria non mi inganna è pure di origine giapponese”. questo l’ha convinto. ha pensato alla mission del proprio lavoro e detto “ah”. ha girato sui tacchi, riposto lo scopettone. non il giornale, che ha riportato con sé sull’uscio del negozio e ha spiegato con gesto plateale. leggeva la pagina dello sport ma di tanto in tanto si sporgeva a guardare verso la fioriera, che ora coprivo di mille attenzioni ma, più di ogni altra cosa, foto in digitale modalità macro. “ma come sei bellino”, ripetevo. “ma che bei colori”. click, flash, click.
ho sentito lo sguardo del commesso zelante scottarmi sulle spalle. mi sono girata a spiegargli, compìta, che “sono anni che non si vedono esemplari così grandi nel centro città. o in periferia”. questo era un maschio di almeno 4 centimetri e mezzo abbondanti, un bestione. non parlo del commesso, parlo dello scarabeo.
mi sono alzata, troppo velocemente perché ho dimenticato per un attimo l’insetto meraviglioso per dedicarmi a un giramento di testa improvviso. ho guardato il cielo. troppo a lungo, si vede, perché dietro di me ho sentito partire un urlo stridulo.”che schifo, una blatta!”.crac.io e il commesso di daruma sushi ci siamo guardati anche un po’ affranti (più io che lui, va detto). dalla fioriera dondolava una ciavatta con tacco taglia 36. lo scarabeo, nel paradiso dei coleotteri incompresi.
è morta la poesia.
4 Commenti
Argh! Se ti può consolare ti capisco benissimo.
No, probabilmente non è molto consolante.
hai fatto un post da blog! non hai un tumbr! pappappèro!
ciao sono il ragazzo molto trendy cn la camicia taglio sartoriale…come và??
di certo non posso riportare in vita lo scarabeo ma ti posso offrire una vasketta di sushi ke di certo (a mio parere) è più buona e MOLTOOOO più bella!!!Skerzo;-)
cmq bel blog…
Ciao
Dennis
grazie dell’apprezzamento per il blog: faccio del mio peggio :D
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