“nel 1776, la dichiarazione di indipendenza stabilì che tutti gli uomini erano stati creati uguali e che a ogni americano venivano promessi ‘certi diritti inalienabili’. tra questi, figuravano il diritto alla ‘ricerca della felicità’, come se la felicità fosse un animale selvatico in agguato nella foresta e nella macchia della vita e tu, al pari di chiunque altro, dovessi andartene in giro a seguirne la pista, con tanto di cani a fiutarne l’odore e fucili pronti a fare fuoco. continui a cercare, nel tentativo di stanare questa creatura elusiva e sfuggente ed esiste sempre la possibilità che, col passare degli anni, tu non riesca nemmeno a scorgerla o persino a riconoscerla mentre ti passa rapidamente accanto. ma cosa succede se effettivamente riesci a trovare la felicità e a tenerla salda tra le mani? devi lasciarla fuggire, per far proseguire la gioia della caccia? oppure è qualcosa che puoi tenere in serbo per sempre, a dispetto delle vicissitudini e delle circostanze? e se hai il diritto di inseguire la promessa della felicità, allo stesso modo hai anche il diritto di distruggere qualsiasi traccia di infelicità che si frappone fra te e la tua ricerca?”
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Un Commento
“Vi dico che proprio questo è per l’uomo il bene maggiore, ragionare ogni giorno della virtù e degli altri argomenti sui quali m’avete udito disputare e far ricerche su me stesso e su gli altri, e che una vita che non faccia tali ricerche non è degna di essere vissuta”
Parola di Socrate, mica l’ultimo degli ultimi…
Buona giornata “coinqui”.
Sergio
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